Perché proprio a Wuhan?
La Convenzione Internazionale sulle Armi Biologiche -Convention on Biological Weapons (BWC) - o Convenzione sulle Armi Biologiche e Tossine - Biological and Toxin Weapons Convention (BTWC)- costituisce il primo trattato multilaterale sul disarmo che vieta la produzione di un'intera categoria di armi.
Istituita per integrare il protocollo di Ginevra del 1925 che vieta l'uso ma non il possesso o lo sviluppo di armi chimiche o biologiche.
La firma del progetto preparato dagli inglesi fu aperta il 10 aprile 1972 ed entrò in vigore il 26 marzo 1975, quando 22 governi la ratificarono.
La Convenzione si impegna -all'agosto 2019 sono 183 gli Stati che hanno aderito- a vietare lo sviluppo, la produzione e lo stoccaggio di armi biologiche e tossiche.
Nell'elenco degli Stati che hanno aderito, la Cina è l'unico grande Paese del mondo che ha aderito ma non ratificato la Convenzione.
Nella ricerca Gain of Function, condotta da alcuni gruppi di scienziati che lavorano a stretto contatto con il CDC, riguardante i coronavirus, specialmente MERS e SARS, e la creazione di modelli ricombinanti chimerici, c'è stata una collaborazione transnazionale fra i team americani, guidati dal prof Ralph Baric, direttore del laboratorio di immunologia e microbiologia dell'Università del Nord Carolina, e quelli cinesi, facenti capo alla prof Shi Zeng-Li del laboratorio di Wuhan in Cina
Tale collaborazione è stata avviata per bypassare la moratoria applicata negli Stati Uniti dal 2015 al 2017 sui progetti Gain of Function virali.
(Collaborazione proficua tra Oriente ed Occidente perché sebbene l'Occidente sia molto avanti con alcune tecniche di manipolazione genetica, ha dei vincoli che impediscono di sperimentare a largo raggio, mentre la Cina, meno avanzata per quanto riguarda le tecniche, ha invece un largo raggio di azione per via dell'assenza di moratorie e restrizioni legali.
Per la Cina è fondamentale possedere armi biologiche soprattutto per la sua concezione di un nuovo tipo di guerra.
L'Occidente dal canto suo ha tutto l'interesse ad applicare le sue tecniche, non solo in campo biomedico, ma anche biotecnologico per un possibile deterrente in caso di conflitti mondiali)
Questo ha permesso alla Cina di fare enormi passi avanti sui modelli chimerici ibridi ricombinanti e implementare le tecniche.
I virologi cinesi collaborando con i ricercatori americani specializzati nelle tecniche Gain of Function e nello studio dei modelli chimerici, hanno appreso molto e approfittando di una legislazione molto aperta in Cina su questo tipo di ricerche hanno fatto passi da gigante negli studi sulle manipolazione genetiche degli embrioni umani e sulle ibridazioni chimeriche fra animali di specie diversa.
Il blackout mediatico e scientifico sulla verità di ciò che è accaduto a Wuhan va letto come un tentativo disperato, sia da parte cinese, che da parte della comunità scientifica occidentale, di preservare la possibilità dell'uso delle metodologie Gain of Function.
La Cina inoltre si rifiuta di dare accesso, alle autorità e agli esperti dei Paesi coinvolti nella ricerca transnazionale di Wuhan, ai campioni originali del COVID-19, pur essendo tenuta a farlo da obblighi internazionali e come membro autorevole dell'OMS.
Perché è così interessante per gli stati la nuova dimensione della moderna guerra biologica?
In una situazione di conflitto tra due Stati occorre sottolineare che l'attacco dissimulato o occulto tramite armi biologiche garantisce molti vantaggi rispetto agli attacchi nucleari o chimici, o con armi convenzionali.
La minaccia batteriologica costituisce il giusto compromesso costo/efficacia perché, pur essendo più dispendiosa di quella chimica (ad esempio), rispetto ad essa presenta numerosi vantaggi:
- chi ha sviluppato quel tipo di minaccia ne detiene l'antidoto o le misure di sicurezza adeguate
- è difficilmente rilevabile ed assicura quindi la condotta occulta dell'azione, garantendo in parte anche l'anonimato di chi ha condotto l'attacco
- a differenza di un attacco chimico che colpisce un'area localizzata, l'attacco batteriologico arriva ad infettare più Stati contigui
- obbliga i target colpiti a un enorme dispendio di energie e mezzi sia per l'identificazione dell'agente patogeno, sia per la messa in opera di procedure di difesa e la ricerca di una terapia
- crea disorientamento in seno al fronte interno suscettibile di innescare il collasso
- è praticamente impossibile identificare con certezza se si sia trattato di un attacco, di un eventi naturale o una fuga accidentale
Dal 2010, i programmi e le strategie di sviluppo nazionale cinese, che precedono una vera e propria fusione tra ambito militare e civile, hanno attribuito un posto di primo piano alla ricerca biologica.
In pochi anni, con strategie precise e grazie alla promozione di programmi di ricerca internazionale condivisi con diversi gruppi provenienti da Francia ( Università di Lione), Canada, Germania, Australia, Regno Unito e Stati Uniti, e avviati principalmente dopo l'epidemia della SARS negli anni 2002-2004 , il laboratorio P4 di Wuhan è diventato un punto di riferimento strategico per scienziati, ricercatori, biologi, virologi e genetisti, finanziati anche da importanti case farmaceutiche di tutto il mondo.
Il Wuhan Institute of Virology è diventato il centro di interessi finanziari e il campo di gara di una competizione scientifica senza pari per riuscire ad ottenere fondi di ricerca e risultati unici.
Anche le forze armate hanno iniziato a fare ingenti investimenti perseguendo priorità strategiche che cancellano ogni paradigma tradizionale in materia militare link.
L'interesse militare non è il solo a giustificare lo sviluppo della ricerca e del laboratorio di Wuhan.
La Cina ha anche l'ambizione di creare un polo internazionale farmacologico per la produzione di vaccini stringendo alleanze e collaborazioni estere con, ad esempio, la Fondazione Gates.
La Bill&Melinda Gates Foundation non solo supporta il Centro Malattie Infettive dell'NHI statunitense, non solo è uno dei maggiori sponsor privati dell'OMS, ma finanzia tra le varie altre, anche una piccola fondazione del Regno Unito, la Pirbright Foundation (link sito web), presente a Wuhan nella struttura del gruppo Boehringer Ingelheim, azienda farmacologica operante in tutto il mondo.
L'istituto di Virologia di Wuhan, sotto l'egida dell'Accademia delle Scienze cinese, ospita il Wuhan National Biosefety Laboratory, l'unico sito in Cina con sicurezza P4.
Il laboratorio è designato anche come laboratorio di ricerca dell'OMS.
Enormi conflitti d'interesse...
Chi (gli stati occidentali) accusa la Cina di inadempienze legate alla sicurezza all'interno del laboratorio di Wuhan ha anche aiutato i cinesi a costruirlo, fornendo loro la formazione necessaria, la tecnologia e da ultimo il riconoscimento internazionale, occorre chiedersi perché si indugi ancora a istituire una commissione di indagine internazionale che verifichi concretamente gli standard e le procedure di sicurezza approvate in precedenza.
Mike Pompeo, il 3 Maggio 2020, afferma che il virus proviene dal laboratorio di Wuhan link.
Il sito di informazione Asia Times, attingendo da informazioni dell'intelligence americana frutto di osservazioni satellitari, riferisce di un evento pericoloso (hazardous event) che si è verificato nel Laboratorio di Wuhan tra il 6 e l'11 ottobre 2019 causando un blackout dei cellulari all'interno del laboratorio e nelle immediate vicinanze.
Il giornale The Klaxon, nel luglio 2020, riferisce un accordo triennale segreto siglato tra Cina e Pakistan per lo sviluppo del loro potenziale sulle armi biologiche.
L'accordo permetterà alla Cina di continuare a compiere indisturbata i suoi esperimenti sulle armi biologiche in un Paese come il Pakistan che ha ratificato la Convenzione sulle armi biologiche.
Il laboratorio di Wuhan dopo aver ottenuto dalla'OMS il label di laboratorio di massima sicurezza P4, adesso può ufficialmente e impunemente svolgere la sua attività di ricerca sulle armi biologiche.
Articoli che riportano la notizia:
Equilibri internazionali che improvvisamente vacillano e devono trovare una nuova stabilità alla luce dei difficili rapporti economici tra gli Stati Uniti e la Cina nel quadro della globalizzazione mondiale.
Il processo transnazionale che ha portato il team di Baric e quello della Shi Zeng-Li a collaborare, con il supporto dei finanziamenti internazionali, anche privati, ha fatto sì che questo tipo di ricerca trovasse in Cina terreni fertile.
La Cina che non ha mai sottoscritto la Convenzione internazionale sulle armi biologiche e ha promosso un vasto programma di sviluppo basato su una commissione militare-civile - inclusa la strategia di guerra biologica- è stata fino ad oggi una location formidabile per tutti coloro che volevano condurre esperimenti fuori da ogni regola condivisa e protocollata, magari vietati nei rispettivi Paesi di appartenenza.
V.I.N.
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