Luc Montagnier
Abbiamo recentemente sentito parlare del premio Nobel Luc Montagnier (2008 per la medicina) soprattutto in ambito televisivo mainstream, come di un "vecchio ricoglionito", troppo anziano per essere lucido nelle sue dichiarazioni.
Peccato che Luc Montagnier, non solo mantiene un'impeccabile lucidità, ma conosce a fondo virus e DNA in quanto ha dedicato la sua vita allo studio e alla ricerca, egli ha un'immensa esperienza che gli permette di riconoscere senza indugio le dinamiche, che si celano nelle più disparate situazioni in ambito virologico.
Le sue deduzioni sono frutto di un'esperienza acquisita con successo e onore nel campo della biomedicina.
I virologi da salotto che popolano le nostre TV si permettono espressioni come quella del vecchio rincoglionito, perché non hanno la preparazione adatta a poter controbattere un gigante di questo livello, ma il problema è che queste informazioni vengono assorbite dal pubblico, come qualsiasi altra menzogna, che ormai diventa dogma della "narrazione ufficialmente accettabile", percepita come verità assoluta pur essendo in netta contraddizione con i più grandi professionisti del mondo.
Anche Wikipedia nella pagina dedicata al primo Nobel sottolinea che negli ultimi tempi il professore si sia dato a teorie del complotto, mettendo in discussione la sconfinata preparazione in campo medico del nostro emerito professore.
Mentre la maggior parte del popolo italiano viene praticamente ipnotizzata dagli pseudovirologi in TV, una mente lucida e preparata come quella del dott. Montagnier non può star zitta davanti allo scempio della narrazione mainstream, e non ci si rende conto che i medici seri non cantano canzoncine di natale provax per convincere la gente (trattandola come se fosse una massa di dementi sottosviluppati), ma conseguono le loro deduzioni su modelli autorevoli come il premio Nobel e altri medici con H-index di rilievo.
Voglio ricordare che l'H-index è l'indicatore di qualità individuale della produzione scientifica di un professionista che ne permette la valutazione del suo valore globale di ricercatore.In questo post voglio ricordare il grande contributo all'umanità del premio nobel cofondatore della "Fondazione mondiale per la ricerca e prevenzione dell'AIDS".
Questa mente eccelsa ha spaziato tra le più sconfinate ricerche in campo medico, allargando i propri orizzonti verso la fisica quantistica applicata al corpo umano e quindi verso una medicina ad ampio spettro.
In Italia è stato acclamato dalle TV nazionali per le sue molteplici scoperte innovative e collaborazioni con istituti di ricerca: nel 2012 fu in visita all'ospedale Amedeo di Savoia di Torino, per una collaborazione sulle concause dell'AIDS.
Nel 2015 fu invitato a Napoli per la consegna delle lauree alla Pegaso.
Nel 2017 l' UPCM Salvator Mundi International Hospital, ebbe l'onore della sua collaborazione nel campo della biofisica.
Questo articolo pone l'accento su una delle scoperte più innovative del prof. Montagnier in campo genetico e in particolare uno studio biofotonico del DNA che esula dal campo meccanico di ricerca scientifica e approda in quello sempre più vasto e inclusivo della fisica quantistica.
Studio che ebbe inizio già nel 1976 dal biofisico Fritz-Albert Popp, confermato poi da scienziati eminenti come Herbert Froehlich e dal premio Nobel Ilya Prigogine.
Questi studi furono ostacolati in campo accademico per la loro avanguardia, e per la loro audacia nel superamento delle concezioni meccaniche della scienza ufficiale.
In poche parole il nostro DNA andrebbe visto come un'antenna di comunicazione interattiva che organizza la rete di comunicazione principale nell'organismo.
Nel link vi lascio l'articolo completo per poter approfondire questa affascinate scoperta
L'Associazione Italiana Omotossicologia organizzò un convegno, nel 2009, con il premio Nobel definendo questo nuovo orizzonte in campo scientifico come la Medicina del futuro, il video è proposto dal canale YouTube GUNA TV la famosa azienda farmaceutica.
Nel 2014 escono diversi articoli sugli esperimenti eseguiti dal prof Montagnier atti a dimostrare come il DNA emette onde elettromagnetiche a bassa frequenza che riesce a trasmettere la sua impronta alla struttura delle molecole dell'acqua senza contenerne fisicamente i frammenti.
La rivista Wired pubblica un articolo di denigrazione sull'esperimento ma l'UNESCO invece considera tali scoperte come patrimonio dell'umanità.
Malgrado la scienza ufficiale non ritenga che vi siano basi per approfondire questa importante scoperta, l'UNESCO, invece, supporta ampiamente le nuove scoperte del esimio professore.
Per avere più dettagli sull'esperimento di Luc Montagnier
Questo ci riporta all'importanza di conservare intatto il nostro DNA e non solo, ci apre una finestra sulla conoscenza delle varie applicazioni in questo campo e del ruolo che possano avere delle cure di indubbia finalità e composizione.
Per capire il senso di questo studio condotto da Montagnier, bisogna rapportarlo ad altri argomenti trattati fin ora di cui riporto i vari link:
Concludo con questa interessante video/intervista al dott. Oliviero che ritengo illuminante alla luce di quanto trattato fin ora.
V.I.N.
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